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Approfondimento e Dialogo

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La qualità è il vero problema della scuola

Il problema vero sul quale va posta l’attenzione di tutti non è la parità scolastica, non è la difesa pregiudiziale e incondizionata della scuola statale, quanto piuttosto che la scuola, statale o paritaria, sia una scuola di qualità, perché solo se è veramente tale garantisce “effettivamente” il diritto soggettivo di istruzione e formazione degli studenti, assolve il mandato che la società le attribuisce  e può reclamare legittimamente il finanziamento pubblico.

Una scuola mediocre, con livelli di prestazioni bassi, con un personale direttivo e docente dequalificato e demotivato, con curricoli non rispondenti ai reali bisogni formativi e professionali degli studenti e del mondo produttivo serve a poco o a nulla, e tradisce le aspettative della famiglia e della nazione.

La qualità è l’obiettivo che va incondizionatamente perseguito. Solo la qualità legittima l’esistenza di una scuola e non la natura giuridica del soggetto erogatore del servizio. Solo la qualità giustifica il suo finanziamento col denaro pubblico. Solo la qualità la rende credibile.

Ma la qualità non va solo annunciata, declamata, pretesa. Va costruita. Per farlo occorrono condizioni soggettive ed oggettive, normative, legislative, organizzative e finanziarie. Occorre un’attenzione ed un interesse costanti della famiglia, della società, della politica, della imprenditoria. Occorre riconoscere alla scuola la sua vera, grande ed insostituibile funzione educativa.

(Francesco Macrì)

La prima condizione per una scuola di qualità

Presumere di avere una scuola di qualità senza disporre di un personale direttivo e docente di qualità è quanto mai illusorio. I Dirigente e i Docenti sono la prima e più importante risorsa di una scuola. Pertanto la loro formazione iniziale e permanente, la loro continua ed accurata professionalizzazione, le modalità della loro scelta, assunzione e stabilizzazione, i criteri dello sviluppo della loro carriera costruita sul merito più che sulla anzianità, l’adeguatezza della remunerazione adeguata alle loro responsabilità, il riconoscimento sociale della loro funzione sono alcune delle questioni che devono essere seriamente affrontate da chiunque fa politica scolastica o semplicemente fa il gestore come nel caso della scuola paritaria. La prima riforma, la prima condizione che produce risultati di qualità sono i dirigenti e i docenti di qualità. E’ una verità ovvia ma rispetto alla quale, purtroppo l’Italia è in grandissimo ritardo perché è mancata una politica scolastica lungimirante, perché le organizzazioni sindacali che avrebbero dovuto interpretare i bisogni e gli interessi dei dirigenti e dei docenti si sono ridotte semplicemente ad essere delle corporazioni trincerate in difesa dell’esistente e dei privilegi di alcuni contro quelli di tutti gli altri. Una classe di dirigenti e docenti di qualità sono l’incipit di una scuola nuova e di qualità, lo strumento attuativo indispensabile di qualsiasi progetto di riforma. Iniziare da altre questioni seppure importanti come gli ordinamenti, il curricolo, le strumentazioni didattiche, l’ampliamento dell’offerta formativa, ecc. significa ribaltare l’ordine delle priorità e quindi autodestinarsi al fallimento perché non può esserci una vera riforma a prescindere da coloro che la riforma devono farla vivere ed attuare. Nell’agenda delle priorità di chiunque abbia una qualsiasi responsabilità del sistema scolastico deve essere posta al primo posto quella del personale direttivo e docente.I dirigenti e i docenti sono il futuro della scuola.

(Francesco Macrì)

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